 l'isola di Gorgona
La compagnia che effettua i viaggi è la Toremar, della flottiglia Tirrenia, con biglietteria a Livorno al Porto Mediceo. Il prezzo della traversata è attualmente di circa 10,30 e l'imbarco si effettua un'ora prima della partenza. I residenti hanno una tariffa ridotta. Non si sbarca però direttamente sull'isola, perchè il molo d'attracco è troppo piccolo, ma si deve scendere su un'imbarcazione più piccola. la motovedetta della polizia penitenziaria attracca al moletto di Gorgona (estate 2008)
In pratica, per i civili abitanti, i collegamenti sono quasi inesistenti e non permettono una vita normale di permanenza sull'isola per l'impossibilità di essere messi in condizioni di avere un'attività lavorativa e l'assenza di qualsiasi scuola. D'inverno, poi, si sta anche due settimane senza vedere una nave a causa delle mareggiate. Eppure la Toremar potrebbe fare tranquillamente delle corse di andata e ritorno giornaliere, come da servizio universale che è tenuta a rispettare per avere la concessione governativa, come d'altronde succede per l'isola di Capraia, che fa parte della mèta finale della corsa che passa da Gorgona.  Gorgona si allontana (estate 2010)
Da decenni gli abitanti lo chiedono, accontendosi magari anche solo di qualche corsa in più, magari dal venerdì alla domenica. Ma invano. Da sempre la Tirrenia, casa madre della Toremar, fa orecchie da mercante, scaricando sul Ministero dei Trasporti (ora Infrastrutture) la responsabilità di non dare abbastanza soldi per fare più corse. Servirebbe anche alla Colonia penale che risparmierebbe sulle motovedette giornaliere che è costretta a mettere in viaggio per assicurare i collegamenti del carcere.  il faro abbandonato di Punta Paratella a Cala Maestra (2009)
Le escursioni
Le uniche escursioni riconosciute dai gorgonesi sono quelle organizzate dal Comitato Abitanti Isola di Gorgona (i riferimenti sono alla voce "Isola", sottosezione "Associazioni", su questo stesso sito). Si svolgono normalmente il martedì, con la nave Toremar (partenza la mattina alle 8.30 dal porto di Livorno e ritorno la sera alle 18). Si visita il paese e l'isola di Gorgona con guide gorgonesi assaporando luoghi e aspetti tipici del luogo. Altre organizzazioni, imposte dall'alto o da estranei all'isola non sono gradite ai gorgonesi e quindi vengono osteggiate in tutti i modi legali possibili. Gli articoli. Tirrenia-Toremar. Ecco perchè i collegamenti giornalieri Livorno-Gorgona non ci saranno mai. "Pecorini", il boiardo inaffondabile". (Massimo Minella-La Repubblica-21.07.2008, sintesi) .jpg)
il traghetto della Toremar al molo di Gorgona (2006) Originario di Gavorrano, in provincia di Grosseto, Franco Pecorini è nato il 15 meggio del 1941. Cavaliere de Lavoro dal primo giugno 2001, è nominato nel 2003 Gentiluomo di Sua Santità da Papa Giovanni Paolo II. Nell'aprile del 2004 diventa presidente della Confcommercio. Dal 1984 è l'amministratore delegato della Tirrenia di Navigazione Spa, che include anche la Toremar, che collega Livorno a Gorgona. Il consiglio di amministrazione, nonostante le perdite e il non buon lavoro fatto, gli ha rinnovato il mandato per il prossimo triennio in attesa di una privatizzazione che non arriva mai.  il moletto (estate 2009)
"Un mondo si è rovesciato ma lui è ancora a galla. Nel 1984, quando il 43enne Franco Pecorini viene chiamato alla guida di Tirrenia, la flotta di Stato italiana, Nelson Mandela è ancora in carcere, Augusto Pinochet siede tranquillamente alla Moneda, Bettino Craxi sta guidando il suo primo governo, sostenuto dal pentapartito, e Romano Prodi è il presidente dell'Iri. Lui, Pecorini, è già lì e i bulloni stretti alla base della sua poltrona di leader indiscusso della Tirrenia non sono ancora stati allentati. Anzi, in barba a proclami ed annunci, la scorsa settimana il Governo lo ha riconfermato per altri tre anni amministratore delegato del gruppo pubblico di navigazione. Chapeau, per un uomo che è passato indenne attraverso due repubbliche, che è salito al trono del mare e che, a seconda dei ministri e dei governi che lo confermavano, è stato indicato come socialista, democristiano, di sinistra e di destra.  barche al molo (estate 2009)
La verità è che Franco Pecorini, 67 anni, da Gavorrano, in provincia di Grosseto, è di fatto la flotta di Stato, con tutto ciò che ne consegue. A sostenerlo, trasversalmente, sono politici e, ancor più, sindacalisti che rappresentano i tremila dipendenti di quel che resta della flotta pubblica. Pecorini rappresenta, per loro, il posto di lavoro e la continuità, di fronte ad una prospettiva, quella della privatizzazione, che potrebbe mettere a rischio linee e posti di lavoro, fra marittimi ed amministrativi... . Molo d'inverno (gennaio 2009)
Diviso tra la sede legale di Napoli e quella di Roma, dove tesse le più opportune strategie di lobby, Pecorini con una mano guida la Tirrenia e con l'altra stringe quella dei potenti. L'ultima, si dice, sia quella del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Vero o falso che sia, Pecorini nella capitale gode di una fama non comune, almeno a giudicare dalla cariche e dalle onoreficienze che gli sono piovute addosso, soprattutto negli ultimi anni. Chiamato a far parte, nel 2001, della potentissima lobby dei Cavalieri del Lavoro, Pecorini nel 2003 viene addirittura nominato Gentiluomo di Sua Santità da Giovanni Paolo II, carica onorifica che divide, tre gli altri, con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e il tristemente famoso Balducci delle Opere Pubbliche, che trafficava con Anemone e andava con i chierichetti. a pesca al moletto (aprile 2010)
Passa un anno e l'altrettanto potente Confcommercio lo sceglie come vicepresidente. Un riconoscimento, si legge, dell'uomo alla guida di una delle più grandi flotte europee che possiede 81 navi, compie centomila traversate l'anno per oltre tre milioni di miglia percorse, ospita dodici milioni di passeggeri e due di auto attraverso le navi di Tirrenia, della sua divisione Adriatica e delle controllate regionali Caremar, Siremar, Saremar e Toremar. Tutto vero. Quello che non sempre viene ricordato è quanto Tirrenia continui a costare da decenni allo Stato, oltre due miliardi di euro in sovvenzioni dall'92 ad oggi. Soldi dati anche per garantire la funzione sociale del gruppo, con collegamenti e partenze garantiti ogni giorno dell'anno, anche per destinazioni dichiaratamente antieconomiche (come Gorgona per esempio, n.d.r.).  mare in burrasca (gennaio 2009)
Ma proprio l'arma sociale, alla fine, è diventata la corrazza dietro a cui proteggere il vertice. Così non sorprende più di tanto che a riconfermare Pecorini alla guida di Tirrenia sia proprio il governo Berlusconi, che già tre anni fa, nonostante gli attacchi privati, pensò bene di rinnovargli la fiducia... . Come primo atto della riconfema Pecorini ha scritto una lettera a tutti i dipendenti annunciando la rotta del prossimi triennio... . Ma dal 2009 il problema sarà solo del Governo e di chi dovrà trovare proprio davanti ai contribuenti giustificazioni per un ulteriore spreco di denaro pubblico... . Se capierà nel mirino dell'Unione Europea, si aprirà per Tirrenia una nuova stagione che, a breve, potrebbe anche vedere il gruppo pubblico alleggerirsi del peso delle società regiobnali (come la Toremar). L'ipotesi a cui il Governo stava lavorando prima della riconferma passava infatti per il trasferimento delle controllate alle regioni competenti... . Il primo a muoversi dovrebbe essere il governatore della Sardegna, Renato Soru, anch'egli "rattristato dal rinnovo per altri tre anni di Pecorini che è lì da più di 20 anni". "Noi - ha speigato Soru - faremo una battaglia, che è già cominciata presso la Corte Europea, perché si chiuda entro quest'anno la concessione alla Tirrenia e il prossimo anno possa essere avviata la gara su modello della contiguità territoriale aerea. Nel frattempo, alle Regioni che si rendono disponibili, viene ceduto il trasporto delle isole minori, e noi ce lo prendiamo e magari lo gestiamo meglio senza buttare via i 12 milioni di euro che lo Stato spende ogni anno senza offrire nessun servizio adeguato". Le lettere
Ecco cosa ha risposto il Ministero dei Trasporti, Direzione Generale per la Navigazione ed il Trasporto Marittimo ed Interno, divisione 1, protocollata al Registro Ufficiale Minfra Dnavig 3310 del 19 febbraio 2008 class 031.10.07, ai gorgonesi, con conoscenza alla Toremar e firmata dal Direttore Generale Massimo Praisidi, in merito alla richiesta di un prolungamento del servizio Toremar nel periodo dal 15 giugno al 15 settembre 2008. "...Si comunica che sulla richiesta di cui trattasi è stato effettuato un attento esame. da cui è emerso che la variazione richiesta determinerebbe maggiori oneri per l'Erario che non verrebbero recuperati con i proventi stimati per l'attività aggiuntiva richiesta su Gorgona. Pertanto lo scrivente Ufficio non può al momento accogliere la richiesta di cui sopra. Quanto sopra è conseguenza delle ridotte disponibilità finanziarie assegnate nel Bilancio dello Stato per l'espletamento dei servizi pubblici di collegamento marittimo, ulteriormente diminuite attraverso le previsioni contenute nella Legge Finanziaria 2007... . Il solito ritornello che non corrisponde al vero: passare anche per Gorgona, nelle corse giornaliere per Capraia, non costa nulla perché praticamente è di strada e permetterebbe anche di risparmiare sul costo di 3 motovedette al giorno della Polizia Penitenziaria. Inoltre, il servizio su Gorgona è sociale e universale e non richiede guadagni ulteriori perché lo Stato ha pagato dal '92 ad oggi 2 miliardi alla Tirrenia, che controlla la Toremar, proprio per effettuare questi servizi.  l'unico turismo possibile è quello organizzato dai gorgonesi (estate 2009)
Denuncia alla Capitaneria di Porto contro l'arbitrarietà della Toremar (Pasqua, 22 marzo 2008). "Io sottoscritto, ..., residente nell'isola di Gorgona, ...denuncio, in data odierna, la compagnia marittima Toremar per omissione di servizio, essendo stato impedito a me e alla mia famiglia di raggiungere la mia abitazione sull'isola di Gorgona, nonostante la partenza della nave sulla rotta Livorno-Gorgona-Capraia, il giorno 22 marzo 2008, alle 14, con decione a mio avviso non motivata da avverse condizioni atmosferiche, essendo stato dichiarato possibile lo sbarco dalla Direzione della Casa di Reclusione di Gorgona". Lettera al Ministero dei Trasporti del Comitato abitanti isola di Gorgona per avere più corse della nave Toremar sulla rotta Livorno-Gorgona-Capraia, rimasta senza risposta (20.06.2006, oggi ancora attuale). Gentile Direzione Generale Traffico Marittimo, Divisione Terza, Viale dell'Arte 16, 00144 Roma, all'attenzione della Dottoressa Catanese, siamo un gruppo di famiglie residenti nell'isola di Gorgona, nella II Circiscrizione del Comune di Livorno, Le scriviamo per chiederLe un suo intervento presso la Toremar in merito alle corse per e da Gorgona. Il nostro Paese (quello civile che non ha niente a che fare con la Casa di Reclusione presente sull'isola), infatti, è da tempo penalizzato nei trasporti, cosa che pregiudica ai 50 residenti la permanenza sull'isola, il poter avere un'attività economica, nonché la possibilità di avere un servizio giornaliero che ci permetta di andare e venire dal Continente. Abbiamo calcolato che se la Toremar, oltre ad espletare un servizio giornaliero da e per Capraia, passasse anche ogni giorno dall'isola di Gorgona, ci sarebbe un dispendio di tempo di soli 15 minuti, con nessuna spesa aggiuntiva sul personale ed altro. Le chiediamo quindi di studiare la possibilità di effettuare questo servizio per dare anche a noi gli stessi diritti di fruibilità e mobilità di cui ogni cittadino ha bisogno... ". temporale (2008)
Lettera al Ministero dei Trasporti per avere più corse della nave Toremar (31.12.2007, senza risposta)
"Gentile Ministro dei Trasporti, Le scriviamo, oltre che per auguraLe un Buon 2008, anche per lamentare una situazione incresciosa che ormai si trascina da decenni e che riguarda le 50 famiglie residenti nel paese civile dell'Isola di Gorgona, a 18 miglia da Livorno, mal servito dalla locale compagnia Toremar. In pratica non abbiamo un servizio di trasporto che ci permette di vivere e lavorare come tutti gli altri cittadini italiani nel paese dei nostri avi e che ci obbliga ad abbandonare man a mano la nostra isola. Il traghetto Toremar, infatti, mare permettendo, effettua due (diciamo due!?!) viaggi a settimana per e dall'Isola di Gorgona, mentre effettua una corsa giornaliera A/R per l'Isola di Capraia (per la quale praticamente noi siamo sulla strada, o meglio sul mare). Le nostre richieste alla concessionaria Toremar (ci dicono sempre che loro non c'entrano e che bisogna rivolgerci al Ministero dei Trasporti), e ai funzionari dello stesso Ministero che Lei attualmente dirige (ci dicono sempre che i finanziamenti non sono sufficienti) sono da decenni rimasti inascoltati, come non fossimo cittadini usufruitori di un servizio di trasporto come tutti gli altri. Addirittura oramai alcune delle due corse settimanali vengono improvvisamente annullate, per motivi a noi oscuri, come questa del primo dell'anno 2008, impedendoci così di riunirci con i nostri familiari, o gli orari delle poche corse esistenti vengono cambiati in continuazione. Eppure la corsa per Gorgona, sulla rotta di quella della giornaliera Capraia, sarebbe ben possibile a costo quasi zero perchè, ripetiamo, la rotta è di strada. Configurandosi un omissione di servizio che, a volte, anche a causa del maltempo, ci blocca per settimane sull'isola, Le chiediamo di intervenire urgentemente su questa problematica e di obbligare la Toremar affinchè metta una corsa giornaliera di andata e ritorno sull'isola, estate ed inverno, avendo come interlocutori noi isolani e non la Colonia Penale presente sull'isola che viaggia con mezzi propri". il traghettamento (2008)
Lettera alla Toremar del Comitato Abitanti per avere più corse sull'isola di Gorgona (30.05.2007, ancora attuale e senza risposta. Gentile Toremar, veniamo ancora una volta a sollecitare la Vostra società affinchè effettui un miglior servizio sulla tratta Livorno-Gorgona-Capraia. Chiediamo che nella corsa giornaliera per Capraia, con relativo ritorno, venga inclusa anche l'isola di Gorgona. Come abitanti civili dell'isola di Gorgona, infatti, abbiamo solo due corse a settimana Livorno-Gorgona (il martedì e il venerdì) e due corse Gorgona-Livorno (il martedì e il giovedì). Riteniamo insufficienti come servizio pubblico, dato in concessione dallo Stato alla Vostra società, le due corse in questione, chiedendo ancora una volta due corse quotidiane (andata e ritorno) per permettere alla famiglie del paese di lavorare a Livorno e di portare a scuola i propri figli. Facciamo presente che l'utilizzo della motovedetta della Casa di Reclusione è a noi preclusa (essendo destinata esclusivamente agli agenti di custodia, ai loro familiari e a chi lavora all'interno del carcere), così com'è preclusa ai familiari dei detenuti e ai detenuti stessi in permesso. Il buon senso suggerirebbe una sinergia tra Toremar e motovedette della Casa di Reclusione, per permettere a tutti gli abitanti di avere almeno un'andata e ritorno giornaliera. Ma così non è penalizzando la popolazione civile. La Toremar deve una volta per tutte farsi carico di questo problema e anche del traghettamento tra la nave e l'isola, che non spetta propriamente alla Casa di Reclusione.
Lettera del Comitato Abitanti alla Toremar per la cartellonistica (18.06.2007, ancora attuale) Gentile Toremar, come famiglie residenti all'isola di Gorgona, oltre ad un aumento delle corse giornaliere Toremar, chiediamo che il nome dell'isola di Gorgona sia inserito nella cartellonistica della biglietteria Toremar di Livorno, dove appare solo l'isola di Capraia. Anche l'isola di Gorgona esiste con i suoi circa 60 residenti e non è un paese fantasma.
Lettera del Comitato Abitanti al Direttore Toremar per ulteriori corse Livorno-Gorgona-Capraia-Livorno e ritorno (10.10.2007).
 la motovedetta Z2 che effettua il trasbordo dalla nave (2009) "Gentile Direttore Toremar Giuseppe Romano, veniamo ancora una volta a chiedere corse giornaliere sulla tratta Livorno-Gorgona-Livorno, così come accade per l'isola di Capraia.Come residenti all'isola di Gorgona, infatti, siamo praticamente impossibilitati a raggiungere la terraferma. Le uniche due corse settimanali, infatti, spesso saltano a causa del mare cattivo, impedendoci una normale vita civile. Il perdurare di questa situazione implica un'omissione di servizio della vostra funzione di trasportatori convenzionati e finanziati dal Ministero dei Trasporti che, se non dovesse vedere un'inversione di rotta, ci costringerebbe ad altre forme di intervento che preferiremo evitare. Per questo, gentile direttore Toremar, le chiediamo ancora una volta di intervenire rapidamente per risovere la situazione, evitando giustificazioni di mancanza di fondi od altro. La soluzione è sotto gli occhi di tutti: far passare la nave che va a Capraia ancche da Livorno. Se a Capraia non sono d'accordo, rinunciassero loro a delle corse giornaliere".
il paese visto da Torre Nuova (anni '90)
Vecchi Itinerari. Da "Le isole di ferro", di Gin Racheli (Editrice Mursia. 1978). "...Omaggio estremo per la strenua resistenza degli abitanti che da circa 300 anni li tiene qui a presidiare i sacri metri 30x40 di Patria del paese. Il porticciolo sta in un pugno. Poche barche ormai testimoniano delle favolose pescate di acciughe che tanti tanti anni fa gli inglesi prediligevano al punto di chiamare "pasta di acciuga di Gorgona" un prodotto che vendeva venti volte i pesci che qui si pescavano. ...Ed ecco le casette: soltanto dall'acqua che scorre sui muri e dagli intonaci scrostati si può capire che stanno morendo come i loro abitanti. ...C'è il tabaccaio, con l'insegna tenuta pulita dalal salsedine e una minuscola terrazza davanti con il tavolino e le sedie. Sette metri più avanti c'è un piccolo pergolato sotto cui una porticina immette nella casa dove abita la signora Lucia, 92 anni, la signora del villaggio, che può darvi da mangiare ed ospitarvi, se i casi della vita vi portassero mai su questa spiaggia... . Appena varcato il fatidico cancello d'entrata del penitenziario c'è la chiesetta, minuscola, salvata per motivi utilitari dall'abbattimento degli edifici conventuali dei Certosini che la inglobavano... . L'autocarro ora ci carica e arranca in salita verso Villa Margherita, che sorge proprio sopra la Valle Principale e si affaccia sulla costa dell'isola. La strada è tutta fiancheggiata da pini di Aleppo. Poi scompare la vegetazione ad alto fusto e ci si trova in una zona che sta tra la pastura e la macchia, tutta cesellata a gradoni sui quali un tempo si stendevano i ben ordinati vigneti. Villa Margherita è costruita sopra i resti di insediamenti antichissimi, etruschi e romani, ed è tutto ciò che retsa dell'attività agricola....Di qui, attraversando Gorgona nel centro e salendo verso la costa occidentale, raggiungiamo la Torre Vecchia, fortezza pisana costruita in pietra sull'orlo della strapombiante scogliera della Costa dei Cantoni...Da 700 anni non c'è stata comunità vivente in Gorgona che non abbia dovuto rinserrarsi in essa: dai pisani, ai Certosini, ai toscani, fino ai prigionieri di questo secolo che vi furono rinchiusi loro malgrado. 
la Torre Vecchia (1999) Poi percorriamo la Costa dei Gabbiani in direzione Sud. Sulla nostra sinistra si stende una pineta allo stato brado, a destra lo strapiombo, regno dei gabbiani...ogni tanto ci fermiamo a raccogliere ottimi funghi pinarelli che crescono ai margini della strada, tra gli alberi... . Giungiamo alla Casa Colonica, posta sulla punta sudoccidentale dell'isola, in un ambiente che si direbbe alpino... . Poi la strada ritorna verso la costa e vi si affaccia nella splendida posizione della Casa Bellavista...ridotta quasi un rudere... . Poco più avanti ci si affaccia sulla Cala Scirocco...mentre presso la punta settentrionale della Cala c'è la Grotta del Bue Marino, dove senz'altro trovavano rifugio un tempo gli ultimi esemplari di foca monaca. onde a marina (gennaio 2009)
Un secondo itinerario ci porta verso la zona settentrionale di Gorgona. ...la Torre Nuova...una bella costruzione in mattoni eretta nel XVII secolo dal Granduca di Toscana ...che dopo essere stata adibita a prigione fino al 1958 venne abbandonata a se stessa (ora è ristrutturata ed ospita gli uffici della Direzione della Colonia Penale) con le finestre e le porte sfondate... . Poi ci trasferiamo in una località chiamata Cimitero degli Arabi, posta a dominare a settentrione tutta la Valle Principale. La macchia è qui sovrana e sotto le sue radici v'erano le tombe di uomini arabi prigionieri di chissà quale guerra, che a Gorgona morirono come le mosche a causa delclima per loro troppo freddo. Camminiamo poi verso l'estrema punta dell'isola: il rosmarini si esibisce in cascate, cespugli, cuscini, completamente fioriti; il corbezzolo, il lentisco, la scopa, la ginestra arborea tessono l'impenetrabile vello della montagna. Quindi la strada procede tra le rocce e mare e giunge fino al Fanale che domina la Punta e la Cala Maestra.  la nave se ne va (2008)
E il tramonto e lo scenario che ci si para innanzi è di una grandiosità eccezionale: l'ampio anfiteatro di Cala Maestra sulla nostra sinistra, fino a Capo Zirri, strapiomba verticale da 150-200 metri d'altezza nell'acqua; sulla destra la scogliera della punta... . L'ultima visita che sentiamo di compiere è al piccolo cimitero dell'isola, posto alto sopra il carcere ed il villaggio. ...in tombe di marmo e granito...o sotto tumuli di terra segnati da croci di legno. I morti dei villaggio si chiamavano quasi tutti Citti o Dodoli, gli unici due ceppi rimasti... ".
Curiosità sotto, il moletto (primavera 2006)
Ferragosto, la Toremar va ma non ritorna (15.8.2008). Doveva essere un Ferragosto 2008 un po' speciale. Da tempo la Toremar aveva inserito una corsa in più per Gorgona, andata e ritorno, per permettere la visita anche di una sola giornata all'isola. Ma, vuoi il libeccio e un po' di nuvoloni, vuoi la solita noncuranza della nostra compagnia di bandiera, alla biglietteria Toremar hanno fatto la bella pensata con relativo annuncio: "Si parte alle 8.30, ma il ritorno alle 19 non è assicurato". Come dire di non venire. Infatti, delle decine di gitanti pronti all'insolita escursione e al rito magereccio con parenti ed amici, visto che tanto il traghetto era già pieno per il turismo di Capraia, per Gorgona si è imbarcata un'unica passeggera, solo andata. Così dopo la festa è saltata anche la corsa!
L'Isola dei serpenti. Forse non tutti sanno che esiste un'omonima Isola di Gorgona in Colombia.
A 60 km della costa pacifica colombiana, l'isola di Gorgona sudamericana è accessibile solo per via marittima (ci sono escursioni organizzate di diversi giorni), dalle cittadine di Guapi o Buonaventura, ma solo avendo un'autorizzazione speciale. E' infatti un Parco Naturale protetto dal 1984, terra di pace perché non ci vivono che biloghi e guardie. Il soggiorno sullisola è regolamentato e limitato nella durata. La capacità d'accoglienza, limitata ad una sessantina di persone, permette all'isola di conservare tutta la sua bellezza.La Gorgona colombiana è una stupenda isola montagnosa, ricoperta di lussureggiante vegetazione tropicale umida, conformata da alberi enormi. Scende fino a lambire le acque del mare e vanta la presenza di diverse forme di vita animale e vegetale. E' ricca di acqua dolce, spiagge di sabbia bianca e raggruppa due degli ecdosistemi più belli, complessi e produttivi della terra: foresta umida tropicale e barriera corallina. Il suo mare, oltre a tutta la fauna tipica del Pacifico, possiede una particolarità: tra giugno e novembre l'isola riceve la visita delle spettacolari Megattere. L'isola misura 9 km di lunghezza per 3 di larghezza ed ha un'altezza massima di 330 metri. Il Ministero del Medio Ambiente colombiano possiede un centro visitatori in località El Poblado, con capacità di alloggiamento, un rettillario, due laboratori di biologia marina e terrestre ed un centro subacqueo. E' necessario ottenere l'autorizzazione dalle autorità del parco per poter sbarcare e fare immersioni. Ci sono voli Madrid-Bogotà-Calì, poi trasferimento via terra Calì-Guapi, e via mare Guapi-Gorgona. Sicuramente fu abitata da aborigeni prima che Colombo scoprisse il Nuovo Mondo... . Nel 1527 Francisco Pizzarro si rifugiò sull'isola, allora disabitata, per sfuggire alle privazioni e dagli indigeni della Baia di Tumaco. La chiamò 'El infierno', per aver sofferto mesi di isolamento in mezzo a piogge intense ed ad un caldo umido soffocante. Altri suoi compagni la chiamarono Gorgona a causa della quantità di serpenti che vi trovarono, ricordando loro la dea della mitologia che aveva serpenti al posto dei capelli. ... Dal 1960 l'isola divenne carcere di massima sicurezza per ergastolani, ma nel 1983, chiuso il penitenziario, Gorgona venne dichiarata Parco Naturale Nazionale.
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