Attualità

Lettera aperta al Parco: "Chi controlla i controllori?" (agosto 2010)

Ma all'isola di Gorgona chi controlla chi dovrebbe controllare il rispetto delle regole del Parco dell'Arcipelago Toscano? I controllori, infatti, vanno tranquillamente nelle zone A protette, fanno pesca subacquea, gettano le reti (addirittura anche nel molo), allevano pesci alterando l'equilibrio marino, girano in auto indisturbati anche per scopi privati e nel paese (le macchine sono troppe, vanno troppo veloci e dovrebbero essere elettriche), il molo è in mano ai detenuti e i controllori applicano le regole per gli altri ma non le applicano a loro stessi. Allora, ci si chiede: ma i controllori chi li controlla se sull'isola il Parco e tutti gli altri enti sono assenti?

Lettera aperta al nuovo direttore della colonia penale (agosto 2010)

Gentile Direttore Paolo Basco, veniamo con la presente a significarLe alcuni aspetti inerenti i rapporti tra la Direzione della Colonia Penale e gli abitanti della paese dell'isola di Gorgona, dopo aver atteso invano che dal suo insediamento Lei si presentasse per un incontro con noi, invece di farlo nelle varie tv private e non. Le elenchiamo qui di seguito le cose essenziali che, secondo noi, andrebbero risolte nell'immediato, ma che si trascinano da anni e che hanno portato, volutamente o meno, alla quasi scomparsa dell'antico borgo dei pescatori:
1. Liberare il paese dalle attività del carcere;
2: Liberare e pulire il molo dall'attività del carcere;
3. Liberare le abitazioni del paese dalle attività del carcere;
4. Non parcheggiare e utilizzare a scopi personali le auto di servizio all'interno del paese, dove è a tutti vietato circolare;
5. Dare a tutti la manutenzione ordinaria che richiedono le case del paese, e non solo a chi è più o meno benvoluto dall'amministrazione penitenziaria;
6. Finché ci sono e non aumentano le corse giornaliere della Toremar, dare a tutti gli abitanti civili la possibilità di utilizzare le motovedette, dando un taglio al teatrino dei favoritismi e di intere famiglie che le usano a proprio piacimento come fossero loro;
7.Avere una presenza fissa di un responsabile del carcere sull'isola, possibilmente intervenendo su una gestione delegata in mano a dei luogotenenti che fanno il bello e il cattivo tempo sull'isola;
8. Applicare le regole del Parco sulla pesca subacquea e quant'altro, quasi sempre disattesa dagloi stessi che dovrebbero effettuare i controlli:
9. Impedire un arrivo massiccio di cani che girano indisturbati nel paese;
10. Ristabilire un giusto ed equilibrato rapporto tra carcere e paese, ristabilendo dei Limiti fisici tra le due entità e mantenendo quel rapporto di collaborazione iniziato 140 anni fa ed ora applicato in stile personalistico.

Ma questo carcere a chi e a che cosa serve? E' ormai l'ora di chiuderlo. (agosto 2010)

La domanda naturale di un qualsiasi visitatore estraneo al Ministero di Giustizia che sbarca sull'isola di Gorgona è sempre la stessa: com'è possibile che nel 2010 esista ancora un carcere di questo tipo su un'isola italiana, che per poche decine di detenuti spende centinaia di milioni di euro all'anno? A che cosa e a chi fa comodo tenerlo ancora aperto? Una domanda a cui nessuno fino ad oggi ha saputo ancora dare una risposta visto che è ovvio che questa colonia penale, su una delle più belle isole dell'Arcipelago Toscano, a pochi chilometri da Livorno, andrebbe chiusa al più presto, per rendere Gorgona, dopo 140 anni, di nuovo accessibile e godibile agli italiani, sotto le regole del Parco e in accordo con i pochi gorgonesi rimasti. Insomma, in nome della lotta agli sprechi, dell'ovvietà e della bellezza, questa carcere deve essere chiuso al più presto.

Collegamenti Toremar giornalieri e abolizione delle motovedette (estate 2010)

Per i collegamenti da e per Gorgona è ormai giunto il momento di fare due conti e di far quadrare i bilanci. Quest'estate i passeggeri delle sole due corse settimanali previsti per e da Gorgona dalla compagnia Toremar (il martedì e il venerdì) sono stati spesso più di quelli per Capraia (che soffre la concorrenza di altre compagnie private più veloci, efficienti e meno care, aiutate dal malfunzionamento e disservizio di una compagni passata alla Regione per essere privatizzata, ma che utilizza sempre soldi pubblici).. Se il ministero di Giustizia abolisse le motovedette della colonia penale, che non servono assolutamente a niente (a parte al trasporto dei familiari degli agenti e e degli amici degli amici, dove ogni viaggio consuma 300 litri di gasolio e impiega 6 unità di personale, ma che il nuovo direttore sembra voler correggere abolendo trasporti per familiari ed affini), con un grande spreco di soldi e uomini utili ai carceri, la nave sarebbe sempre piena. Basterebbe inserire nella corsa giornaliera che va a Capraia anche Gorgona (un'oretta in più di navigazione). fare una banchina o affidare il traghettaggio ad una ditta privata, magari gorgonese, è in un colpo solo si sarebbero risolti due o tre problemi prima elencati, aggiungendovi il fatto che un collegamento giornaliero darebbe finalmente fiato al paese, lo ripopolerebbe, lo farebbe rinascere e, dulcis in fundo, darebbe anche quel tessuto sociale ad una colonia penale praticamente chiusa su se stessa che degli sprechi fa la sua maggior virtù.

Che fine hanno fatto le sorgenti di acqua dell'isola di Gorgona?

Torre Vecchia sta cadendo a pezzi senza che il Comune di Livorno, il Parco dell'Arcipelago Toscano e la Sovrintendenza ai Beni Culturali intervengano?!? (estate 2010) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Queste strutture nella parte più alta dell'isola di Gorgona, detta 'Semaforo', dove una volta alloggiava l'Aereonautica Militare e ora completamente automatizzata per le diverse strumentazioni satellitari, è completamente abbandonata a se stessa. Perché?!? (estate 2010)

Un Convegno regionale per non far morire il paese di Gorgona asfissiato dalla colonia penale (estate 2010)

Per non fare morire Gorgona il Comitato Abitanti Isola di Gorgona indice un convegno, con data da definirsi, sullo stato dell'isola, del paese e del mantenimento o meno della colonia penale. Tutti gli interlocutori interessati sono invitati a farsi avanti, contattando l'e-mail di questo sito (ilgorgon@libero.it), per fare chiarezza su una situazione ormai divenuta insostenibile, compresi naturalmente tutti gli enti interessati, a cui saremo grati se potessero fornirci una sede e le autorizzazioni necessarie per lo svolgimento dell'incontro. La nuova direzione della Regione Toscana ci ha già dimostrato il suo interessamento.


La Toremar passa alla Regione Toscana e poi sarà data in gestione al miglior privato. Per Gorgona chiediamo corse giornaliere fisse (estate 2010) 

"Gentile Assessore Conti, siamo al corrente del passaggio della Toremar alla Regione Toscana. Vogliamo segnalarLe che da decenni siamo penalizzati dalla mancanza di corse giornaliere sulla rotta Livorno-Isola di Gorgona-Livorno. Basterebbe mezz'ora in più nella rotta giornaliera Livorno-Isola di Capraia-Livorno per ovviare a questo problema. Le conseguenze di questa mancata disponibilità di un servizio ritenuto universale hanno fatto sì che il paese dell'isola di Gorgona stia estinguendosi, anche perché d'inverno le sole due corse esistenti spesso saltano a causa del mare, e la colonia penale, utilizzando proprie costosissime motovedette, ha invaso anche il consesso civile gorgonese. Le chiediamo di ripristinare da subito questo servizio che permetterebbe di evitare la morte naturale dell'isola ed enormi risparmi da parte della colonia penale esistente in una parte dell'isola. Grati di un Suo interessamento e disponibili a qualsiasi forma di collaborazione, porgiamo distinti saluti". (Comitato Abitanti Isola di Gorgona). Firmato a Palazzo Chigi l’Accordo con il Governo che sancisce lo spacchettamento del gruppo Tirrenia e l’acquisizione della compagnia marittima Toremar da parte della Regione Toscana. L’accordo procedimentale per la regolamentazione del servizio pubblico di cabotaggio marittimo regionale – questa la dicitura esatta del documento firmato oggi dall’assessore ai trasporti ed infrastrutture della Regione Toscana, Riccardo Conti, con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il ministro dei trasporti, Altero Matteoli ed il ministro all’economia e finanze, Giulio Tremonti – stabilisce il trasferimento a titolo gratuito del 100% del capitale sociale di Toremar da Tirrenia alla Regione Toscana. I dettagli dell’accordo. La Società Toremar sarà trasferita nello stato di fatto e di diritto in cui si trova, con le attivit&a grave; e passività connesse alla Regione Toscana a decorrere dal 1 gennaio 2010. La Regione si impegna a bandire entro il prossimo 30 settembre una gara, conforme alle disposizioni nazionali e comunitarie vigenti, ad evidenza pubblica trasparente, concorrenziale e non discriminatoria, per l’affidamento dei servizi di cabotaggio marittimo di servizio pubblico. La Regione Toscana sarà tenuta a stipulare con la Società che si aggiudicherà la gara un Contratto di Servizio che avrà la durata di 12 anni. Il contratto prevede il rispetto dell’esercizio dei collegamenti marittimi, la garanzia della continuità del servizio, anche durante i periodi di manutenzione ordinaria o straordinaria delle navi, e l’applicazione delle condizioni generali di trasporto per i servizi passeggeri e merci. L’accordo firmato oggi designa compiti di vigilanza per la Regione e per i ministeri coinvolti, con la creazione di un tavolo per manente che effettua il monitoraggio sull’accordo stesso, sui dati di traffico ed economici, sul contratto di servizio. Nel documento, inoltre, è evidente la necessità di mantenere un’equilibrata struttura delle fonti di finanziamento, la possibilità di assicurare gratuitamente il trasporto urgente di malati con autoambulanza secondo modalità da definire d’intesa con la Regione interessata. Alla scadenza del Contratto di Servizio, la Regione Toscana sarà tenuta ad indire una procedura di gara aperta e non discriminatoria, nel rispetto delle norme nazionali e comunitarie di settore, per il riaffidamento dei servizi nel periodo successivo. La risorse statali stanziate per la copertura degli oneri di servizio pubblico in Toscana sono pari a 13.005.4441,00 euro annui, subordinati all’emanazione di un provvedimento legislativo che rechi la necessaria copertura finanziaria.



La Regione Toscana, dal canto suo, si impegna, a fina nziare la compagnia marittima con circa 3 milioni di euro annui. A questi fondi si aggiungono risorse residue statali pari a 7 milioni di euro, per l’anno 2009, che saranno destinate all’ammodernamento e all’adeguamento alle norme internazionali in materia di sicurezza marittima della flotta delle società del Gruppo Tirrenia, ripartite sulla base delle esigenze di priorità del Gruppo, e risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate relative ai programmi di interesse strategico regionale. Per garantire la continuità territoriale con le isole e rispettare gli obblighi di servizio pubblico, all'articolo 8 l'accordo prevede che la Regione Toscana riconosca alla società oggetto del processo di privatizzazione il mantenimento degli accosti già assegnati e la priorità nell’assegnazione di nuovi accosti. Il tema della clausola sociale, insito nel meccanismo stesso della gara, prevede l’acquisizione dell’azienda e di tutti gli occupati; nell’accordo firmato oggi è comunque prevista l’estensione alle società regionali del ricorso alla CIG, già previsto per Tirrenia, con un limite massimo imposto pari a 35 unità di personale. Si tratta di una clausola “prudenziale”, considerato il fatto che è operativo sul tema occupazione un tavolo con i sindacati toscani coinvolti. L'accordo richiama infine le clausole contrattuali minime che saranno oggetto anche del prossimo bando di gara. In dettaglio: sarà ribadito l'obbligo di utilizzare le navi sulle rotte regionali assegnate e solo su quelle (riservato dominio), nonché le salvaguardie, in caso di iandempienza o contenzioso, che assicurino il permanere della flotta al servizio dell'arcipelago, nonché la continuità del servizio. «Speravamo in qualcosa di meglio – ha commentato l'assessore Riccardo Conti dopo la firma &n dash; ma si tratta di un buon accordo. Ora è sulle nostre spalle – ha aggiunto – l'impegno a migliorare i servizi, attraverso un uso efficiente delle risorse e attraverso bandi di gara strutturati in modo intelligente, fermo restando le garanzie per i lavoratori e le garanzie per la continuità territoriale. L'obiettivo della Regione – ha concluso Conti – sarà quello di dotare l'arcipelago di una flotta all'altezza del nome e del valore della Toscana, con navi nuove e servizi efficienti. Insommma in linea con quello standard toscano che oggi non è possibile rilevare nella qualità dei servizi offerti".


Dieci milioni dalla Regione Toscana per la Sanità nelle isole. Gli abitanti di Gorgona chiedono al Comune di Livorno e alla Asl una fogna nuova per il paese (22 ottobre 2010) 

Zone montane e isole della Toscana beneficeranno di oltre 10 milioni di euro nel biennio 2009-2010, da spendere in progetti per migliorare i servizi sanitari. Per la prima volta le risorse saranno disponibili anche per quattro distretti montani finora esclusi da questo tipo di investimenti: Val di Merse, Colline del Fiora, Val di Cecina e Colline Metallifere. Oggi, a Firenze, l'assessore regionale per il diritto alla salute Enrico Rossi ha firmato i protocolli di intesa con i rappresentanti delle Comunità Montane interessate e ha rinnovato l'accordo con l'Uncem, firmando il relativo atto insieme al presidente Oreste Giurlani. Erano presenti anche i rappresentanti delle Società della salute e delle Conferenze dei sindaci delle varie zone.
«Sopratutto gli anziani, le presone non autosufficienti, con malattie cronic he, o semplicemente quelle che abitano i zone periferiche e disagiate: è a tutti loro che pensiamo mettendo in campo questi investimenti – afferma l'assessore Enrico Rossi – Soldi che vogliamo spendere per progetti specifici, tagliati su misura sulle esigenze della popolazione delle varie zone, in grado di tutelare sempre meglio la qualità della salute delle persone. Nello stesso tempo potremo sviluppare e migliorare la qualità dei servizi, in primo luogo quelli dell'emergenza urgenza, particolarmente importanti nelle zone montane, e valorizzare tutte le professionalità di cui disponiamo sul territorio». Vivo apprezzamento da parte del presidente Giurlani: «Ringrazio innanzitutto l’assessore Enrico Rossi per l’inserimento di queste quattro nuove zone nel fondo speciale – ha affermato - Il primo elemento importante della firma di questo protocollo è che viene mantenuto il fondo speciale pe r la montagna, e la Toscana è l’unica regione ad averlo. Si tratta di un fondo di importanza notevole perché queste risorse permettono di garantire servizi sanitari aggiuntivi che adesso potranno essere disponibili anche per altre zone. Oggi in via sperimentale, a partire dal nuovo Piano sanitario, mi auguro, in modo definitivo».
I programmi, che potranno svilupparsi nel biennio 2009-2010, saranno messi a punto in modo integrato tra i Comuni, le Comunità montane, le Asl e le Società della salute tenendo conto, per la loro gestione, dell'avvio del progetto regionale sulla non autosufficienza. Un organismo tecnico, costituito senza alcun onere di spesa dagli enti interessati, sarà incaricato di monitorare e valutare i progetti interessati.
 

Lettera aperta al Sindaco di Livorno: "Quelle gite vanno fatte insieme agli abitanti" (7 ottobre 2009-luglio 2010)

"Gentile Sindaco di Livorno, Le scriviamo come nostro rappresentante della frazione del paese dell'Isola di Gorgona. Abbiamo saputo che state stilando un Protocollo insieme al Parco dell'Arcipelago Toscano per regolamentare le escursioni a Gorgona. Come ultimi abitanti (non parliamo dei residenti che vengono solo a villeggiare a spese dello Stato) del borgo degli antichi pescatori, Le chiediamo di inseririci in questo Protocollo. Già da quest'estate, infatti, orde di turisti mal guidati e mal informati hanno invaso un territorio di poche anime, fra l'altro in gran parte adibito a carcere. Queste gite hanno rotto un equilibrio devastando un territorio sinora rimasto vergine, senza coinvolgere minimamente gli abitanti rimasti e senza alcun beneficio per lo stesso paese. Noi stessi volevamo presentare la nostra storia e le nostre origini, ma ogni tentativo è stato bloccato, impedendoci addirittura lo sbarco alle persone invitate. Non capiamo come si possa regolamentare delle escursioni senza includerVi gli stessi abitanti, che sono in grado sia di guidare i visitatori che di dare quei servizi che potrebbe riattivare un minimo di economia sull'isola. Queste escursioni che passsano sopra la nostra testa ci hanno ferito per vari motivi: innanzitutto la storia che le guide raccontano, non veritiera; secondo, il cimitero dei nostri avi viene sistematicamente oltraggiato; la nave che effettua lo sbarco è troppo grossa e scarica spesso nel piccolo moletto; i turisti invadono le case e le barche di noi abitanti senza che nessuno dica niente; agli stessi turisti viene fatto fare il bagno là dove scaricano le fogne e c'è il divieto di balneazione; gli stessi fanno i loro bisogni un po' dappertutto; più di 50 persone ad escursione altera un equilibrio di pochi abitanti; con gli abitanti e il paese non c'è nessun rapporto, né discorsivo che economico; non c'è sicurezza, visto che gli agenti sono ridotti all'osso e sull'isola girano indisturbati diversi detenuti: Noi crediamo che non sia questo il modo giusto di organizzare un minimo di turismo sull'isola, vogliamo essere partecipi e non vederci invadere da persone che sanno poco o niente di noi. La preghiamo quindi di rivedere un'antica delibera, datata di vent'anni che dà ad una cooperativa che non ha niente a che fare con l'isola di Gorgona addirittura un'esclusiva sulle escursioni, e che questa stessa esclusiva venga poi venduta al miglior offerente, inserendoci come parte attiva nel Vostro (nostro) Protocollo..
In attesa di un Suo interessamento, porgiamo Distinti Saluti".


Lettera al Capo del Dipartimento, Franco Ionta, del Ministero della Giustizia (sintesi, 16.2.2009, Luigi Morsello).

"Cosa succede oggi nell’isola penitenziario di Gorgona ? "La domanda non viene da un non addetto ai lavori ma da me, dal dottor Luigi Morsello, Ispettore generale dell’Amministrazione penitenziaria, che ha speso circa 40 anni della propria vita a dirigere carceri. Gorgona è una struttura penitenziaria che conosco bene, vi sono stato in missione per due anni (1977-1978), a ridosso del periodo in cui iniziava il tentativo di recupero di una ex casa di lavoro all’aperto del vecchio ordinamento, dopo decenni di abbandono che avevano fatto degradare gli edifici fino al punto della non agibilità per pericolo di crolli. Poi negli anni a cavallo del decennio degli anni di piombo la decisione di recuperare l'isola, iniziando ad investirvi risorse economiche. Non era resipiscenza del tipo 'pentimento', era semplicemente il bisogno di recuperare posti-letto e l'illusione che su un'isola i terroristi fossero custoditi meglio che sulla terraferma. Un'illusione che portò alla costruzione di un padiglione da 100 posti sulla sommità dell'isola, in cui sembra fu anche impiegato dell'amianto, una struttura oggi abbandonata e, per quanto ne so io, mai utilizzata.Ora invece pare che per Gorgona stia iniziando un lento ma inesorabile declino... .

Ne sono sintomi recenti articoli di stampa, rimasti inascoltati, che numero:

1) Dopo i delitti, l'annuncio del Polo Turistico a Gorgona da parte del Dap (due milioni di euro buttati al vento perché, incassati i soldi, il progetto si è fermato a pochi ed irregolari interventi edilizi , "Il Due", 9.3.2004).

2) Cemento sull'isola. Ispezione della Forestale per verificare se vi siano stati interventi abusivi, al di là del ruolo dell'Amministrazione carceraria. Gorgona: eliporto, solarium e autorizzazioni fantasma (Elisabetta Arrighi da "Il Tirreno", 29 maggio 2007)Altre iniziative-fantasma sono le seguenti:

1) Il Centro Bambini e Genitori (finito nel nulla, 2003).

2) Il progetto "Cani con le ali" (2004, sintesi, simpatico progetto per il recupero dei cani randagi sull'isola; ora, alla fine del 2008, sono ancora rinchiusi in gabbie a Cala Martina, spesso senza mangiare...).

3) "Ventimila orate sotto i mari. Il progetto dell'allevamento orate. (di Maurizio Dell'Agnello, "Il pesce" del febbraio 2003).

4) La favola del Villaggio Penitenziario. Protocollo d'intesa tra gli Enti Locali. (1994).

Eppoi il Pronac, ovvero un altro progetto da due miliardi di vecchie lire finito nel nulla. (1989). Inoltre, è caduto nel nulla una proposta dell'Associazione dei Gorgonesi sul Villaggio Penitenziario (5.11.1994). Ed ancora, la Mitsubishi offriva un impianto fotovoltaico all'isola (peccato che non ci fosse anche un accumulatore rendendo inutilizzabile il tutto). Le richieste dei gorgonesi rimaste inascoltate: Enel: "L'allaccio non si può fare" (giugno 2004, oggi ancora attuale). Queste notizie sono leggibili nel sito http://www.ilgorgon.eu/?Homepage in cui la notizia più recente è questa: Collegamenti, acqua, luce e telefono? Direttore assente. Non funziona più niente. A me pare che quando c'è la persona giusta al posto giusto le cose funzionano. Vedi ciò che Luigi Pagano ha realizzato e sta realizzando in Lombardia (sezione per detenute madri esterna a San Vittore, agenzia regionale per il collocamento penitenziario, circuito penitenziario "a trattamento avanzato), presso la Casa di reclusione di Milano-Bollate. Certo, non va disattesa la circostanza che sulla terraferma è tutto meno difficile. Però, torno a chiedere: cosa sta succedendo a Gorgona ? Notizie dell'ultima ora: non c'è comando, non arrivano i viveri perché la barca traghetto è rotta, i collegamenti non funzionano ...I gorgonesi attendono una risposta da lei, signor capo del Dap".


Sapevate che era stata fatta una commedia, ad Ostuni, sul pescatore gorgonese Vittorio Citti, zio di Aldo e Mario Brozzi, sulla sua malformazione al naso, dal titolo "Lo specchio di Asterione; visioni riflesse di un Minotauro"?  (6 agosto 2007)

"Domani martedì 7 agosto 2007, con inizio alle ore 21, nella suggestiva cornice del Chiostro San Francesco di Ostuni, le compagnie “La casa di pietra” e “Casarmonica” ,porteranno in scena la rappresentazione: “Lo specchio di Asterione; visioni riflesse di un Minotauro” (ingresso libero) con il patrocinio dall’assessorato al Turismo del Comune di Ostuni e dall’Istituzione Museo della Civiltà preclassiche. Sullo sfondo, due famiglie originarie dell'isola di Gorgona: i Citti e i Dodoli che furono sradicate dalla campagna lucchese dal Governo fiorentino per destinarle ad una specie di domicilio coatto in mezzo al mare.
Lo spettacolo racconta la vera storia di Vittorio Citti, un pescatore dell'isola che nasce con una grave malformazione al viso. Malgrado la sua “forma”, il giovane era ricco di 
umanità, compenetrato con lo spirito della sua terra. “Come in una visione speculare, le tracce di vita vissuta lasciate da Vittorio rincorrono quelle segnate dal Minotauro nel labirinto della conoscenza e della passione; le ricerche estenuanti, gli inaspettati tradimenti, i rimorsi corrosivi, le paure ancestrali, gli inaccettabili abbandoni, in un continuo avvicendarsi di personaggi tormentati che si inseguono affannosamente, sospesi tra mito e realtà, a volte è difficile distinguere il delicato diaframma che separa il respiro della vittima da quello del carnefice”.
La regia è di
Alessandro Fiorella, mentre gli interpreti sono: Carmela Cariulo, Rosa Cariulo, Alessandro Fiorella e Adriano Basile.
La rappresentazione si avvale dell’impianto scenico a cura di Jean Claude Baetscher; le luci di Antimo Frascaro e le dinamiche corporee di
Carmela e Rosa Cariulo. Le musiche di Mirko Lodedo sono eseguite dal gruppo dei “Neptum” composto da: Isabina Elia (voce); Gianluigi Strafella (chitarra); Fernando Filomeno (sax e clarinetto); Francesco Salonna (contrabasso); Giampiero Filomeno (Percussioni); Mirko Lodedo (pianoforte, sinth e fisarmonica) e Saverio Suma alle percussioni".

Botta e risposta Comitato Abitanti Isola di Gorgona e il sindaco Cosimi, del Comune di Livorno, recentemente riconfermato alla guida della città. Speriamo che questa volta faccia qualcosa per il paese, l'isola e i gorgonesi (Aprile 2009, sito Comune di Livorno) 

"Gentile Signor Sindaco, sono un abitante del paese dell'Isola di Gorgona,
promotore del Comitato Abitanti Isola di Gorgona. Ho letto la sua relazione,
ispirata al bene della nostra Comunità. Anche il paese dell'Isola di Gorgona,
frazione di Livorno come Ardenza o Coteto, deve trovare l'attenzione del nostro
Comune. La situazione dei civili è ormai degenerata in favore della colonia
penale, che praticamente occupa tutti gli spazi esistenti, fornendo fra l'altro anche i
servizi primari. E' necessario che Il Comune che Lei presiede si riappropri
degli spazi che gli appartengono e si occupi dei suoi concittadini. Rimaniamo
disponibili per qualsiasi collaborazione e aiuto. Distinti Saluti, Comitato Abitanti Isola di Gorgona" 

"Gentile Comitato, l’isola di Gorgona rimane nella volontà dell’amministrazione penitenziaria, un’isola carceraria, d’altronde il numero dei residenti effettivi dell’isola, che sono solamente tre persone, ne conferma la sua principale vocazione. Ritengo che l’Amministrazione Comunale si sia impegnata, in questi anni, a valorizzare l’isola e i suoi servizi che nascono come servizi
legati alla amministrazione carceraria. L’azienda Aampss ha provveduto ad intervenire per la raccolta differenziata dei rifiuti, la gestione e il loro smaltimento, anche con corsi di formazione
per i detenuti. Il Comune è intervenuto per la sistemazione delle strade, dopo Pasqua inizierà l’ultimo degli interventi previsti per la sistemazione della rete viaria insulare. Inoltre sono stati realizzati altri importanti servizi, per quanto riguardano le scuole per i detenuti e la struttura cimiteriale. Inoltre l’azienda ASA dal 2008 ha realizzato e sta realizzando la razionalizzazione della rete idrica e la potabilizzazione dell’acqua. Il sindaco, Alessandro Cosimi "

"Gentile Sindaco, La ringrazio per la risposta, che non ritengo però soddisfacente, perché non corrispondente al vero. Anzi ritengo gravissimo che consideri Gorgona un'isola carceraria, come La chiama Lei, lavandosene le mani come Ponzio Pilato. Noi siamo cittadini livornesi e vogliamo essere tutelati dal Comune che ci rappresenta, non da un carcere che ci opprime, Eppoi Lei è mal informato. I residenti gorgonesi sono 50, come risulta anche dal seggio delle liste elettorali, e anche se ci fosse un solo livornese dovrebbe trovare la cura del suo municipio. Delle iniziative con il carcere ci interessa relativamente. Come frazione di Livorno e demanio del Comune dobbiamo avere le stesse cure e attenzioni degli altri cittadini che Lei amministra. Qui siamo stati abbandonati a noi stessi: le case cascano a pezzi, la fogna scarica nel paese e la colonia penale ha occupato tutti gli spazi, anche quelli dei civili, come da contratto con il Granduca di Toscana. Urge un ripristino dei rispettivi limiti, la luce Enel, i servizi, il riappropriarsi del territorio comunale, i trasporti giornalieri e la ripresa delle attività economiche, prima che il paese soccomba. Comitato Abitanti Isola di Gorgona"

 

 

 



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